SOVRENA Scrivi a Elena

Aula

Una stanza sul Castiglione, non una vetrina

Secondo piano, campanello a sinistra. Un tavolo, una lavagna, otto sedie che non si spostano verso il muro per «fare spazio». L’acqua è in cucina. Non filmiamo. Se restate a casa la prima volta, Marco tiene una sola telecamera e spegne la chat se la chiedete.

L’indirizzo è Via Castiglione 14, 40124 Bologna. Non è Milano, non è una sede di una piattaforma. È lo studio di Sovrena. Domenica chiusa. Ferragosto chiusa. Se piove, venite lo stesso: il foglio non ha bisogno del sole. Il portone è quello con la pietra scura; il campanello a sinistra ha un nastro di carta con scritto Sovrena, niente logo grande.

Il mercoledì Marco apre alle 18:30. Il sabato alle 10:00. Chi arriva in ritardo entra senza interrompere il disegno: si siede, prende il foglio già stampato, ascolta. Chi deve uscire prima lascia il quaderno aperto: Elena non lo fotografa. Non c’è un «check-in». Non c’è un badge. C’è il nome che avete scritto a Elena, e una sedia.

Otto posti. Se siete in nove, non aggiungiamo la nona sedia per una fotografia. Marco apre un’altra data. L’aula non è un set. Le sedie restano dove stanno anche se la stanza sembra «vuota»: otto è il numero, non un massimo da spingere.

Non c’è un armadio di schermi. C’è una lavagna, fogli, gesso, una caraffa. Il wifi c’è, ma i primi venti minuti non lo usate. Se avete bisogno di una presa, è sotto il tavolo lungo il muro; non è un invito ad aprire una piattaforma. Sovrena non esegue da questa stanza.

Intorno: librerie, un portico, il traffico del Castiglione. Non è un parco tecnologico. È Bologna. Chi viene da Imola o da Modena prende lo stesso campanello. Chi vive sopra, sente a volte il gesso. Non sentono un ticker.

Chi apre la porta